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Un Papa nero. Non è una profezia di sciagure, ma un'ipotesi pacifica che non dovrebbe "sconvolgere" nessuno. La tira fuori un cronista - americano come Obama - alla prima conferenza stampa del sinodo sull'Africa in corso in Vaticano. E il cardinale ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson risponde, semplicemente: "Perché no?". "Abbiamo avuto un segretario generale delle Nazioni Unite del Ghana, ora abbiamo Obama - risponde il relatore generale del Sinodo - se la Divina provvidenza ci permetterà di vedere questa possibilità dovremmo ringraziare il Signore e non certo esserne sconvolti". Con buona pace di Nostradamus. Se c'è una realtà mondiale che non dimentica l'Africa, del resto, è la Chiesa cattolica. Il Papa lo ha definito un continente dalla "straordinaria ricchezza umana" e a più riprese lo ha additato come un esempio di spiritualità agli occidentali. I quali - è la denuncia di Ratzinger - vi esportano il "materialismo pratico" quale ultimo residuo di colonialismo. E se in Europa le parrocchie e i seminari si svuotano, il numero dei cattolici africani dal 1978 al 2007 è passato da 55 a 164 milioni. Fisiologico, allora, che prima o poi il conclave - dove attualmente siedono quattordici porporati africani - faccia una fumata bianca per un Papa nero. Se la Chiesa cattolica africana vive una "crescita eccezionale" - ha però messo in guardia il cardinal Turkson nella 'Relatio ante disceptationem', la relazione d'apertura dei lavori sinodali - essa affronta anche "terribili sfide". Tra di esse, "la perdita di membri che sono passati a nuovi movimenti religiosi o alle sette", il fatto che le coppie omosessuali hanno "i loro paladini all'interno della Chiesa" in alcune parti dell'Africa e, non da ultimo, la considerazione che "ogni tanto i preti africani hanno problemi a vivere il celibato". Incalzato dai giornalisti, poi, il porporato africano non ha evitato le domande sull'aids e i preservativi. Tema da sempre delicato, ma ancor più critico dopo che, in un viaggio che lo portava in Africa, appunto, Benedetto XVI affermò che l'aids "è una tragedia che non può essere risolta solo con il denaro, né con la distribuzione dei preservativi che invece peggiorano il problema". Ne seguirono polemiche a non finire, i mass media occidentali si concentrarono su quella frase, il resto del viaggio passò in secondo piano, alla fine intervennero anche Parlamenti e Governi per criticare il Papa. Fu una polemica "pregiudiziale e infondata", ricorda l''Osservatore romano'. Oggi Turkson certo non smentisce Papa Ratzinger, ma pone un accento diverso. Una coppia sposata e contagiata? "Io raccomanderei l'uso del preservativo - risponde il cardinale ghanese - ma sapendo che anche questo è un rischio perché ce ne sono molti in giro di bassa qualità". L'uso del condom, insomma, non è escluso in linea di principio. Parola di cardinale nero. |